Description
Descrizione del vino per Le Chemin des Épines Noires VdF 2023 di Hunter McKirdy
Nella dolce piega tra i rinomati Grand Cru Froehn e Schoenenbourg si trova un vigneto poco appariscente, il cui aspetto modesto lascia appena intravedere il suo vero significato. Qui, dove il Dornerweg – o come lo chiamano gli abitanti del luogo, il Chemin des Épines Noires – è una stretta strada di ghiaia che collega la parte occidentale di Zellenberg con la leggendaria Route des Vins, Hunter McKirdy ha creato un vino che cattura l’essenza del terroir alsaziano in modo straordinariamente puro.
Impressione visiva
Nel bicchiere, il vino si presenta in un sobrio giallo paglierino chiaro con riflessi argentati – un annuncio visivo della sua personalità precisa e focalizzata, che parla più di profondità minerale che di frutta rigogliosa.
Naso
Il naso rivela immediatamente la dualità di questo vino: mele fresche e aspre incontrano esemplari croccanti e maturi, inseriti in un’affascinante composizione di note di lievito e lanolina. Dietro a tutto ciò, si dispiega un sottile sentore di limone salato e un bouquet di erbe aromatiche, che ricorda il terreno ricco di calcare in cui affondano le radici le viti, che hanno più di 50 anni. La combinazione paritaria di Pinot bianco e Auxerrois conferisce al bouquet una notevole complessità che si dispiega lentamente nel bicchiere senza mai rivelarsi completamente.
Palato
Il vero carattere di questo vino si rivela al palato. Non è il frutto a dominare qui, ma un’impressionante struttura e consistenza che definisce il vino. Il frutto – ancora una volta l’interazione tra frutta fresca, aspra e pomacea croccante – costituisce solo la tela su cui può dispiegarsi la precisione minerale. Un’amarezza sapida e rinfrescante conferisce tensione al vino, che scorre al palato con notevole immediatezza. Il vino appare trasparente, luminoso e chiaro, come se il terroir da cui proviene fosse riconoscibile attraverso di esso. Il lungo finale è caratterizzato da una qualità salata e golosa che si unisce a un’elegante setosità, a testimonianza dei nove mesi di affinamento sui lieviti in vecchie botti borgognone.
Informazioni generali
L’approccio artigianale degli enologi Jolene Hunter e Paul McKirdy si riflette in ogni aspetto di questo vino. Le uve vengono raccolte a mano e trasportate in piccole casse da 10 kg per evitare danni. La successiva “spremitura dello champagne” in una tradizionale pressa idraulica a cestello di legno per 8-10 ore estrae delicatamente l’essenza dell’uva intera. Il succo fluisce per sola gravità nelle botti borgognone, vecchie di oltre dieci anni, dove viene lasciato fermentare spontaneamente senza alcun intervento. La maturazione di nove mesi sulle fecce piene, senza travasi e con una minima aggiunta di zolfo prima dell’imbottigliamento, sottolinea la ricerca senza compromessi dell’autenticità.
Il vigneto stesso, situato ad un’altitudine di 270 metri, beneficia di terreni marnosi calcarei ricchi di minerali risalenti al primo Giurassico, trasportati qui dall’erosione dei pendii circostanti. Questi terreni pesanti ma calcarei conferiscono al vino la sua spiccata impronta minerale e contribuiscono alla maturazione tardiva delle uve. È degno di nota il fatto che il momento della vendemmia non sia determinato dalla gradazione alcolica potenziale, ma dal valore del pH e dalla maturità acida – un approccio che enfatizza la freschezza e la precisione del vino.
Abbinamenti Gastronomici
Questo vino richiede piatti che ne completino la precisione minerale e la consistenza. Si armonizza in modo eccellente con Tarte flambée con formaggio di capra, pesce di fiume in camicia con salsa al burro e alle erbe o Choucroute garnie in un’interpretazione più leggera. Anche per Comté di media maturità o Formaggio Munster forma un notevole contrappunto. La componente sapida del vino lo rende ideale anche come accompagnamento a Ostriche o Terrine di pesce.
Con una moderata gradazione alcolica di 12,5% e una sobria dolcezza residua, questo vino è una notevole espressione del terroir alsaziano, interpretato dalla mano attenta di un enologo che rispetta la tradizione senza esserne costretto.






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