Description
Descrizione del vino Serrat de la Plane VdF 2020 di Georg Meissner Colore & Aspetto Un profondo rosso porpora con affascinanti riflessi violacei e un nucleo quasi nero un vino che già nel bicchiere non può nascondere la sua origine meridionale. Naso Generoso e invitante: more e gelsi formano il fondamento di frutta scura, completati da intensi aromi di prugna. Sotto traspaiono caratteristiche note mediterranee gariga, sottobosco e un tocco di olive nere, che conferiscono a questo Grenache il suo inconfondibile carattere selvaggio e catalano. Palato Lattacco sorprende con notevole succulenza e una frutta profondamente scura di amarena e frutti di bosco rossi. Nonostante la sua potenza, il vino risulta piacevolmente trasparente e preciso i tannini sono setosi e levigati, mai ruvidi. Accenti speziati e erbacei sottolineano lanima mediterranea del vino, mentre un sottile tono minerale leco dei suoli di gneiss alterati conferisce tensione e un sorso stimolante al tutto. Finale Lungo, caldo e speziato con note persistenti di frutti di bosco scuri e un retrogusto minerale. Gli alcol al 14% sono percettibili, ma ben integrati. Terroir & Origine Il nome dice tutto: Serrat de la Plane catalano per altopiano sassoso. La vigna nel Roussillon su suoli di gneiss alterato è ben aerata e conferisce al vino la sua caratteristica mineralità. Rese minime di appena 10 hl/ha costringono le vecchie viti a dare il meglio di sé. Vitigno & Vinificazione Grenache in purezza da antichissime viti che un tempo avrebbero dovuto essere estirpate. Georg Meissner ha salvato questo storico vigneto e ne produce un vino che porta lessenza delle vecchie viti in bottiglia in modo impressionante. Abbinamenti Consigliati Ideale con costolette dagnello alla griglia o un classico pollo al forno con ratatouille. Chi preferisce lopzione vegetariana troverà un partner congeniale in una terrina di verdure provenzali con pistou. Particolarità Un vino con storia: le antiche viti di Grenache avrebbero quasi potuto andare perdute. Georg Meissner non ha solo salvato un vigneto, ma un pezzo di patrimonio culinario del Roussillon.






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