Description
Il vino più magico che ci sia
Il Vino Santo Trentino è un grande capolavoro di lentezza, un vino che nasce dal tempo e dalla tradizione trentina.
È conosciuto come il Passito dei Passiti, frutto di una tradizione antica che affonda le radici nel Cinquecento e trova la sua massima espressione nella Valle dei Laghi, tra le Dolomiti del Brenta e il Lago di Garda.
Un vino raro e prezioso, ottenuto da uve Nosiola, uno dei pochi vitigni al femminile.
Uneredità antica
La storia del Vino Santo Trentino si intreccia con le vie dei mercanti veneziani, che nel Medioevo importarono in Italia il vino dolce di Santorini. Da allora, nel cuore delle Alpi, questa tradizione è sopravvissuta grazie ai vignaioli trentini, che ne hanno fatto un simbolo di cultura e identità.
Diverso dal Vin Santo toscano, il Vino Santo trentino segue un percorso tutto suo: nessun caratello scolmo, nessuna madre di lieviti. Solo il lento lavoro dellappassimento e lattesa di anni, fino a raggiungere una dolcezza pura, naturale, mai stucchevole.
Il vitigno: Nosiola
La Nosiola è un vitigno antico e raro, descritto già allepoca del Concilio di Trento. Coltivata su meno di cento ettari, rappresenta appena l1% del vigneto trentino.
La sua buccia spessa e la sua acidità naturale la rendono ideale per il lunghissimo appassimento necessario alla nascita del Vino Santo.
Il nome deriva probabilmente dai riflessi nocciola degli acini e dai sentori di nocciola e mandorla che il vitigno sviluppa in affinamento.
Il territorio
Il regno del Vino Santo è la Valle dei Laghi, un paesaggio plasmato da ghiacciai e venti, tra i laghi di Toblino, Cavedine e Santa Massenza.
Qui si incontrano due venti che rendono possibile il miracolo dellappassimento: il Pelèr, che soffia da nord nelle ore notturne, e lOra del Garda, la brezza gentile che ogni giorno risale dal lago attraversando la valle.
È questa alternanza che, insieme al clima temperato e ai terreni ghiaiosi e drenanti, favorisce la formazione della muffa nobile (Botrytis cinerea), responsabile della concentrazione zuccherina e della straordinaria complessità aromatica delle uve.
Appassimento e vinificazione
Solo un decimo dei vigneti di Nosiola è adatto a produrre il Vino Santo. Dopo la vendemmia, i grappoli più maturi vengono adagiati sui graticci tradizionali chiamati arèle, dove restano ad appassire per oltre sei mesi, fino alla Settimana Santa.
Durante questo periodo, le uve perdono circa il 40% del loro peso, concentrando zuccheri e aromi. È uno degli appassimenti più lunghi al mondo.
La pigiatura avviene solo a primavera, e il mosto ottenuto fermenta lentamente in piccole botti di rovere francese per oltre due anni, grazie ai lieviti indigeni.
Segue un affinamento in legno di oltre dieci anni, durante il quale il vino evolve in profondità, equilibrio e luminosità. La maturazione termina con almeno un anno di bottiglia.
Note di degustazione
Alla vista, il Vino Santo Trentino brilla di un oro ambrato profondo.
Al naso offre un bouquet complesso e nobile: pesca e albicocca disidratate, miele di castagno, frutta candita, noci, datteri e note di spezie dolci.
In bocca è setoso, dolce e persistente, sorretto da una freschezza acida che ne bilancia perfettamente la concentrazione zuccherina.
Il finale è lunghissimo, di pura armonia.
Abbinamenti
Un vino da meditazione e da grandi emozioni, perfetto con formaggi erborinati, foie gras, dolci secchi e pasticceria alle mandorle.
Straordinario anche con piatti salati a contrasto come una terrina di fegato, gorgonzola piccante o semplicemente da gustare in purezza, come un vino da contemplazione.
Perché ci piace
Perché è un vino raro, che nasce da un uva autoctona difficile da vinificare, e che cresce solo in un punto preciso, perché è un vino dolce con una sferzata sapida incredibile e perché racchiude la sapienza dei vignaioli artigiani del Trentino.
Un vino raro e prezioso, in cui dolcezza e verticalità convivono in un equilibrio perfetto: la forma liquida della pazienza.






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